MOSTRA ULISSE, RIFLESSIONI SUL TEMPO

28.11.2026–04.09.2027

“Ulisse, riflessioni sul tempo”, è il titolo di un progetto espositivo che pone l’attenzione sul tempo come esperienza soggettiva e plurale. La mostra è una libera interpretazione della figura di Ulisse come metafora del tempo, riflessione sulle condizioni del tempo come dimensione in cui l’essere umano percepisce desideri, ricordi e se stesso. Memoria, durata, trasformazione sono le chiavi di lettura di un percorso che mette in dialogo artisti di cronologie e linguaggi differenti.

Curata da Paola Nicolin con Rischa Paterlini

ULISSE, RIFLESSIONI SUL TEMPO

“Ulisse, riflessioni sul tempo”, è il titolo di un progetto espositivo che pone l’attenzione sul tempo come esperienza soggettiva e plurale. La mostra è una libera interpretazione della figura di Ulisse come metafora del tempo, riflessione sulle condizioni del tempo come dimensione in cui l’essere umano percepisce desideri, ricordi e se stesso. Memoria, durata, trasformazione sono le chiavi di lettura di un percorso che mette in dialogo artisti di cronologie e linguaggi differenti. In questa prospettiva le opere assumono il valore di tracce di un viaggio universale, ognuna di loro rappresenta un’esperienza del tempo diversa e il dialogo tra loro concorre alla riflessione sul tempo soggettivo, seguendo da un lato il nostos dell’eroe omerico dall’altro il flusso di coscienza dell’Ulisse di Joyce, il viaggio di 18 ore a Dublino di Leopold Bloom del 16 giugno 1904.

 

Le opere in mostra tendono a intrecciare questi temi, mentre il percorso invita il visitatore a confrontarsi con la dimensione più intima e personale del tempo, quella che ciascuno costruisce attraverso il proprio vissuto davanti all’opera d’arte. Mistero per i fisici teorici, come ben racconta il libro di Carlo Rovelli “L’ordine del tempo” (Adelphi 2017), il tempo è altresì mistero esperienziale per ciascuno di noi e come altri temi prima di questo scelti per le mostre dello spazio Spa, testimonia quanto l’arte contemporanea sia qualcosa che cerca con le sue immagini di pensare, non soltanto di piacere e di rappresentare, ma di dare a pensare, dunque pensare qualcosa di nuovo.

 

 

“Ulisse, riflessioni sul tempo”, è il titolo di un progetto espositivo che pone l’attenzione sul tempo come esperienza soggettiva e plurale. La mostra è una libera interpretazione della figura di Ulisse come metafora del tempo, riflessione sulle condizioni del tempo come dimensione in cui l’essere umano percepisce desideri, ricordi e se stesso. Memoria, durata, trasformazione sono le chiavi di lettura di un percorso che mette in dialogo artisti di cronologie e linguaggi differenti. In questa prospettiva le opere assumono il valore di tracce di un viaggio universale, ognuna di loro rappresenta un’esperienza del tempo diversa e il dialogo tra loro concorre alla riflessione sul tempo soggettivo, seguendo da un lato il nostos dell’eroe omerico dall’altro il flusso di coscienza dell’Ulisse di Joyce, il viaggio di 18 ore a Dublino di Leopold Bloom del 16 giugno 1904.

 

Le opere in mostra tendono a intrecciare questi temi, mentre il percorso invita il visitatore a confrontarsi con la dimensione più intima e personale del tempo, quella che ciascuno costruisce attraverso il proprio vissuto davanti all’opera d’arte. Mistero per i fisici teorici, come ben racconta il libro di Carlo Rovelli “L’ordine del tempo” (Adelphi 2017), il tempo è altresì mistero esperienziale per ciascuno di noi e come altri temi prima di questo scelti per le mostre dello spazio Spa, testimonia quanto l’arte contemporanea sia qualcosa che cerca con le sue immagini di pensare, non soltanto di piacere e di rappresentare, ma di dare a pensare, dunque pensare qualcosa di nuovo.

 

 

 

 

Sin da subito la figura di Ulisse, eroe omerico e uomo qualunque in Joyce è metafora del tempo, sceneggiatura libera e aperta di questo racconto per immagini che non segue necessariamente cronologie né rappresenta personaggi bensì si muove nel ritorno a casa dell’eroe greco, legandosi alle dinamiche del contemporaneo e al significato del tempo oggi. Così le opere in mostra mantengono la doppia dimensione di opere autonome e insieme parte di una storia universale, lavorando sulla immagine mitologica e contemporanea di Ulisse, da Omero al romanzo di Joyce che affronta una epica quotidiana, legata al flusso di coscienza e monologo interiore come tecniche narrative influenzate dall’idea di tempo soggettivo e interiore, così come alla molteplicità dei linguaggi artistici in mostra, specchio di una realtà fluida che si intreccia stanza dopo stanza. Sebbene con un percorso indicato, la natura di Palazzo Bellini, sede di SPA Spazio Per Arte, chiede al visitatore di ripercorrere alcune sale e dunque invertire delle storie diversamente strutturate, in una condizione di eterno flash back, strategia narrativa straordinariamente messa a punto da Omero nel canto IX del poema.

 

L’esposizione guarda alla sequenza dei canti del poema con opere che riflettono liberamente la sua vicenda e in modo particolare l’idea di tanti tempi che essa racchiude e che attraversa nel suo viaggio verso casa. Centrale in tutto questo la presenza diffusa dell’eroe polymetis – dalla mente accorta – che dalla fine della guerra di Troia, durata 10 anni, trascorre altri 10 anni fino a rivedere la sua Itaca, attraversando il Mediterraneo con una intelligenza attiva e astuta che non lo esime tuttavia dal pianto e della desolazione nel tornare a casa e ricostruire se stesso.

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